[:it]6.1. ![]()
6.6. ![]()
7.1. ![]()
8.2. ![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
[:]
[:it]6.1. ![]()
6.6. ![]()
7.1. ![]()
8.2. ![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
[:]

Vitaly Urzhumov
In ogni database si possono creare delle relazioni tra le tabelle.
Creare relazioni significa creare dei collegamenti; essi servono per ottimizzare lo spazio, per migliorare la velocità di estrazione dei dati e per la normalizzazione del database (quest’ultimo punto verrà trattato in post a se stante).
Vi sono tre tipi di realazione:
Relazione uno a molti
Ho una tabella in cui sono inseriti i dati anagrafici di una persona, in essa compare anche la città di nascita o la città di residenza.
Per creare un database che sia corretto secondo i criteri accennati precedentemente, si deve creare una seconda tabella al cui interno saranno presenti i nomi delle città.
Per ogni persona inserita nella tabella anagrafica è possibile avere più riferimenti ad una stessa città: si è creata una realazione 1 a molti ossia ad una città possono esserci più persone. A livello logico è un concetto immediato, per un database invece bisogna creare questa logica.
Preferisco spiegare la ralazione mediante un esempio.
Per farla si deve:
al suo interno si selezione Relazioni.Provare a creare tale relazione ed inserire degli opportuni campi; in particolare prima popolare la tabella città.
ERRORI che si possono commettere e quindi impossibilità a creare realzioni:
Relazione uno a uno
La realzione uno a uno, non si crea normalmente, ma viene usata per evidenziare solo una parte di tabella.
Ad esempio se ho una tabella anagrafica e voglio evidenziare solo una sua parte creo una nuova tabella che contiene la parte voluta.
Per realizzarla nella proprietà del campo “Indicizzato” mettere il valore “Sì duplicati non ammessi”.
A questo punto utilizzare la finestra per la gestione delle realazioni per creare tale relazione.
Relazione molti a molti
La relazione molti a molti è utilizzata per creare una relazione ad esempio tra fatture e prodotti, nel senso che all’interno delle fatture vi è la relazione con molti prodotti e molti prodotti possono avere molte fatture.
La creazione di tale relazione avviene mediante una tabella di collegamento tra le altre due tabelle in cui compare solo la chiave primaria di entrambe le tabelle.
[:it]

Franco Lastraioli
Per eseguire la somma tra frazioni si può usare il metodo “moltiplicazione denominatori e successiva riduzione della frazione” o il metodo del m.c.m. dei denominatori.
Ridurre sempre il risultato ai minimi termini
Per un livello di base [6]
| 6.1. |
|
| 6.2. |
|
| 6.3. |
|
| 6.4. |
|
| 6.5. |
|
| 6.6. |
|
| 6.7. |
|
| 6.8. |
|
| 6.9. |
|
| 6.10. |
|
| 6.11. |
|
| 6.12. |
|
| 6.13. |
|
| 6.14. |
|
| 6.15. |
[:]
[:it]Esercizi per un livello sufficiente [6]:

Adam Martinakis
Semplifica le seguenti frazioni, ricordarsi che per effettuare la semplificazione è necessario scomporre il numeratore ed il denominatore per i sui numeri primi.
A questo punto i può semplificare nei minimi termini
| 6.1. |
6.2. |
| 6.3. |
6.4. |
| 6.5. |
6.6. |
| 6.7. |
6.8. |
[:]
[:it]

Adam Martinakis
Il quoziente o divisione tra due frazioni avviene invertendo il numeratore con il denominatore della frazione divisore.
![]()
ad esempio:
[:]
[:it]

Adam Martinakis
Il prodotto tra frazioni si esegue moltiplicando i numeratori o i denominatori sempre che sia i denominatori che i numeratoti delle due frazioni siano ridotti ai minimi termini.
![]()
Ad esempio:
![]()
![]()
ecco l’esempio che mette in evidenza come conviene fare prima la riduzione o la semplificazione e poi eseguire la moltiplicazione.
![]()
Si noti come la semplificazione avviene in modo “incrociato”.
Quindi bisogna cercare di scomporre i singoli numeri presenti al numeratore o al denominatore e poi osservare come cifre uguali poste al numeratore ed al denominatore si possono semplificare!
[:]
[:it]

Ricardo Fernandez Ortega
Somma di due frazioni con lo stesso denominatore:
![]()
ad esempio:
![]()
ossia è sufficiente sommare i numeratori.
Differenza di due frazioni con lo stesso denominatore:
![]()
ad esempio:
![]()
ossia è sufficiente sottrarre i numeratori.
Somma di due frazioni DIVERSO denominatore:
![]()
ad esempio:
![]()
Differenza di due frazioni DIVERSO denominatore:
![]()
ad esempio:
![]()
NOTARE CHE CON QUESTO METODO, SE POSSIBILE, SI DOVRA’ RIDURRE LA FRAZIONE AI MINIMI TERMINI ossia semplificare il numeratore ed il denominatore.
Per evitare la riduzione successiva si può:
[:]
[:it]

George Grie
La proprietà invariantiva delle frazioni è alla base di una delle più potenti proprietà per poterle manipolare, facendone la somma, la moltiplicazione, la semplificazione: in partica manipolare le frazioni in maniera esattamente uguale a dei numeri interi.
PROPRIETA’ INVARIANTIVA
Moltiplicando il numeratore ed il denominatore per uno stesso numero si ha una frazione equivalente.
Dividendo il numeratore ed il denominatore per uno stesso numero si ha una frazione equivalente.
Due frazioni si dicono equivalenti quando rappresentano lo stesso valore ad esempio
è uguale a
.
La conseguenza fondamentale di tale proprietà è la semplificazione di una frazione:
![]()
oppure il confronto tra frazioni:
devo capire quale tra le seguenti due frazioni è la più grande.
e ![]()
![]()
![]()
Adesso le due frazioni iniziali sono diventate:
e ![]()
e confrontando solo il numeratore osservo che:
per cui si può dire che:
.
E’ più facile farlo che descriverlo![:]
[:it]

Ricardo Fernandez Ortega
Catalogare le seguenti frazioni ossia dire se sono:
Riporto lo schema per semplicità:
| Condizione | Definizione | Esempio |
| a <b | PROPRIA | |
| a>b ed |
IMPROPRIA | |
| a>b |
APPARENTE | |
| se |
Esercizi:
| B.1. |
B.11. |
| B.2. |
B.12. |
| B.3. |
B.13. |
| B.4. |
B.14. |
| B.5. |
B.15. |
| B.6. |
B.16. |
| B.7. |
B.17. |
| B.8. |
B.18. |
| B.9. |
B.19. |
| B.10. |
B.20. |
[:]
[:it]

Jorge Ignacio Nazabal
Le frazioni rappresentano delle divisioni: esse sono graficamente rappresentate dalla linea orizzontale che separa i due numeri.
Il numero che “sta sopra” si chiama numeratore
Il numero che “sta sotto” si chiama denominatore
DEFINIZIONE
Si chiama frazione un simbolo
costituito da una coppia ordinata di numeri naturali
e
, con
.
Il simbolo
si legge “a fratto b”, oppure “a biesimi” o anche “a su b”.
Ad esempio
si legge “2 fratto 3”, oppure “2 terzi” oppure “2 su tre”.
| Condizione | Definizione | Esempio |
| a <b | PROPRIA | |
| a>b ed |
IMPROPRIA | |
| a>b |
APPARENTE | |
| se |
[:]