TPSIT: le porte

L'elenco delle porte è contenuto nelle file presente /etc/services

per visualizzarlo uso il comando

cat /etc/services

( per visualizzare il contenuto di un file si possono usare i comandi gedit o more o less, cat nasce principalmente per concatenare infatti deriva dall'inglese to cater = fornire)

per cercare una parola specifica all'interno di un file usare l'acronimo grep (general regular expression print)

cat /ets/services |grep www

quando un programma si attiva, il sistema assegna una porta. Il sistema si mette in listen (in ascolto)

Per controllare le porte sulle quali avvengono le connessioni si utilizza il comando

netstat 

con le relative opzioni

-l porte in ascolto

-n numero di porta

-p programma che utilizza quella porta

netstat -nlp

mostra le tre opzioni

il comando

netstat -s 

mostra il numero di pacchetti inviati, ricevuti, il numero di porte aperte, il numero di connessioni aperte

IFCONFIG

Serve per monitorare le interfacce di rete, attivarle o monitorarle

lo --> interfaccia di loopback

eth --> interfacce di rete Ethernet

sln --> interfacce di rete SLIP (linee seriali)

ppp --> dispositivi point to point Protocol

plip --> Parallel Line IP

il semplice comando

ifconfig 

fornisce, ad esempio il seguente output:

Per attivare i meno un'interfaccia di rete si utilizza il comando:

ifconfig etho up

oppure

ifconfig etho down

con il seguente comando si associa un opportuno indirizzo di rete e netmask

ifconfig eth0 192.168.1.55 netmask 255.255.255.0

Info su Francesco Bragadin

Insegno informatica e telecomunicazioni al liceo scienze applicate ed all'indirizzo informatica e telecomunicazioni. Ho terminato gli studi in ingegneria elettronica e telecomunicazioni lavorando per molti anni come libero professionista nell'ambito della gestione storage e disaster recovery su mainframe.
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2 risposte a TPSIT: le porte

  1. Alessandro scrive:

    Per quanto riguarda ifconfig è importante però ricordare che i nomi da Lei specificati sono stati cambiati già nel 2016 in alcune distribuzioni ed attualmente dovrebbero essere assegnati dinamicamente (Non so se su Ubuntu poi verranno comunque mantenuti mediante qualche workaround), pertanto se un utente "novizio" dovesse ritrovarsi nomi diversi - per esempio enp2s0 per l'Ethernet, potrà intuire comunque facilmente a che interfaccia si sta riferendo leggendo la prima lettera dell'interfaccia specificata (come la 'e' di Ethernet in enp2s0).
    Per più info: https://www.freedesktop.org/wiki/Software/systemd/PredictableNetworkInterfaceNames/

    • Francesco Bragadin scrive:

      Nel mio post facevo riferimento alla versione UBUNTU 16.04 su architettura a 32bit ancora sotto manutenzione fino al 2021.
      Ciò non toglie che la tua osservazione è assolutamente apprezzabile e doverosa. Purtroppo quando si scrive qualcosa in informatica, il suo ciclo di vita è sempre più breve. Grazie per l'approfondimento.

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