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[:it]Utilizzare https è indispensabile nel caso di transazioni riservate.
https è acronimo di Hyper Text Transfer Protocl over Sicure Sockets Layer.
Genero la chiave privata con il comando:
openssl genrsa -des3 -out server.key 1024

Adesso uso sempre ssl per la generazione della richiesta di un certificato digitale.
Ossia passo al comando la chiave provata precedentemente generata ed il nome del file di output.
Nella fase di CSR (Certificate Signing Request) vi saranno richieste alcune informazioni.

La richiesta dovrebbe essere adesso mandata ad un ente certificatore che carica il file CSR per emettere il certificato autentificato.
Supponiamo di essere noi gli enti certificatori come se lo autofirmassimo.

l’opzione x509 serve per utilizzare lo standard x.509 dei certificati digitali, il certificato durerà 365 giorni.
Adesso si copiano i file creati nella directory
/etc/ssl/certs i certificati
/etc/ssl/private le chiavi private
cp server.crt /etc/ssl/certs
cp server.key /etc/ssl/private
Adesso bisogna andare a digitare il file di configurazione di apache
nano /etc/apache2/sites-available/default-ssl.conf
modificando nella seguente maniera:

Adesso si fa ripartire il server apache2 con il solito comando
service apache2 restart
chiederà la password della chiave privata e poi si dà l’attendibilità del certificato.[:]
[:it]Il miglior software per poter fare il backup è rsnapshot
Esso permette uno snapshot di ogni file, ossia è un backup incrementale dei file usati.
La tecnica dei backup incrementali è molto veloce in fase di backup ma molto lenta in fase di restore perchè deve andare a riprendersi tutti i pezzi del file modificato.
Per generare la chiave pubblica e privata tramite ssh usare il comando
sudo ssh-keygen -t rsa
chiederà di salvare la chiave in un file. Non inseriamo una password per far s’ che tutti i computer che faranno un backup non richiedano la password.

dopo che si è importata la chiave si può eseguire il backup
ssh-copy-i /percorso/chiave.pub
si va poi a configurare il file /etc/rsnapshot.conf
per verificare se il file è corretto digitare
rsnapshot configtest
per effettuare il back digitare il comando
rsnapshot nnomedelbackup[:]
[:it]Per connettersi a un computer remoto si può usare telnet. Questo programma permette di aprire una connessione con un computer remoto, effettuare il login e, sempre dalla linea comandi, lanciare l’esecuzione di comandi come se fossero eseguiti dal computer locale.
Il problema principale è che il nome utente e la password vengono inviate dal client al server in chiaro senza alcuna crittografia.
E’ stato creato un protocollo, chiamato SSH (secure Shell) che utilizza algorimti RSA.
Installazione server:
sudo apt-get install openssh-server
adesso si va a configurare il file di configurazione ma prima si fa il back up dello stesso file:
sudo cp -a /etc/ssh/sshd_config /etc/ssh/sshd_config_backup
adesso si va ad editare il file
sudo nano /etc/ssh/sshd_config
metto una porta diversa così da togliere quella di default
2105
adesso fai un restart del server con il comando
service ssh restart
Per connettersi al server si può usare il comando:
ssh nomehost -l nomeutente

le chiavi saranno salvate nella cartella .ssh contenuta nella cartella di ogni utente oppure all’interno della home.
Per generare una chiave pubblica e privata dare il comando
ssh-keygen -t rsa
Adesso bisogna fornire la chiave pubblica al server ssh per consentire la connessione con l’utente
con il comando
ssh-copy-id i percorso/nomefile.pub utente@dominio
e viene aggiunata la chiave pubblica al file di configurazione authorized_keys2

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[:it]La directory in cui vi sono i log di sistema è:
/var/log

per vedere cosa accade durante l’avvio del sistema si usa il comando:
dmesg | more

Si può poi ulteriormente vedere i log di sistema con il comando
gnome-system-log

E’ buona norma per un sistemista avere sempre questa schermata aperta per controllare cosa capita al sistema.
A intervalli regolari di tempo predefiniti, i file di log vengono prima ruotati, ovvero automaticamente rinominati e sostituiti da nuovi file, dunque compressi con gzip, allo scopo di ridurre lo spazio necessario alla loro memorizzazione, mantenendoli però sempre disponibili per controlli futuri.
Il comando logrotate si occupa della rotazione dei file di log. Di norma, logrotate, il cui file di configurazione risiede in /etc/logrotate.conf, viene lanciato a intervalli periodici dal servizio cron.
Ecco il contenuto del file di configurazione logrotate.conf

si può notare che viene creato settimanalmente.
Avvertenze per il buon sistemista:
Per vedere quando è stata fatta l’ultima rotazione del log si digiti il comando
cat /etc/var/lib/logrotate/status
il cui contenuto è:

Nota. per cercare un file nel sistema è sufficiente usare il comando locate mome_del_file
Il file di configurazione del log di sistema si trova in
etc/syslog.conf
in UBUNTU tale file si chiama rsyslog.con
Lettura dei log con i comandi base
less /var/log/auth.log
per uscire dal programma digitare q.
grep sshd /var/log/auth.log | less
cerca sshd all’interno del file auth.log
Esaminare i log con il comando head
head /var/log/auth.log
mostra le prime dieci righe di un qualsiasi file di testo
Esaminare i log con il comando tail
tail /var/log/kern.log
si visualizza solo la parte finale di un file
tail in tempo reale
tail -f /var/log/apache2/access.log
si viusualizzano gli aggiornamenti in tempo reale.
Log di autorizzazione
/var/log/auth.log
ad esempio
grep sshd /var/log/auth.log
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[:it]Per verificare che pacchetti sono installati sul sistema è sufficiente digitare il comando
cat /var/lib/dpkg/status
ad esempio per verificare se Python è installato o meno si digiti:

Con il comando:
dpkg -l
ho la lista completa dei pacchetti installati.

mentre con il comando
dpkg -l>elenco.txt
salvo l’intero elenco in un file chiamato elenco.txt[:]
[:it]

giacomo balla
Un campo magnetico variabile comporta l’esistenza di un campo elettrico e viceversa che un campo elettrico variabile comporta l’esistenza di un campo magnetico, e questo è una conseguenza del principio di relatività.
Le equazioni di Maxwell (alla base dell’elettromagnetismo) sono invarianti per le trasformazioni di Lorentz (sistema di riferimento relativistico), mentre non lo sono per quelle di Galileo.
Nel post che mette in relazione il potenziale elettrico con il campo elettrico, si era arrivati ad affermare che:
![]()
ossia:
![]()
inoltre il flusso di campo magnetico è dato da:
![]()
adesso unendo queste nella formula di Farady:

si ha:
![]()
In forma differenziale e lo inserisco solo per coerenza nella trattazione specifica la relazione precedente può essere scritta come:
![]()
che si legge il rotore di E è dato dalla variazione nel tempo del campo induzione magnetico.[:]
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Giacomo Balla
Uno dei fenomeni elettromagnetici familiari allo studente è l’indizione elettromagnetica che fu scoperta simultaneamente ed indipendentemente da Michael Farady (1791-1867) e Joseph Henry (1797-1878).
L’induzione elettromagnetica è il principio di funzionamento del generatore elettrico, del trasformatore, della dinamo della bicicletta e molti altri apparecchi di uso quotidiano.
Ecco il fenomeno:
si abbia un conduttore elettrico formante un circuito chiuso e posto in una regione nella quale esista un campo magnetico. Se il flusso magnetico varia con il tempo, si può osservare una corrente nel circuito mentre il flusso sta variando. La presenza di una corrente elettrica indica l’esistenza, o l’induzione, di una fem agente nel circuito.
Tale affermazione di razionalizza attraverso la seguente formula:
.
In un campo magnetico variabile, in ogni circuito viene indotta una fem uguale alla derivata rispetto al tempo del flusso magnetico attraverso il circuito col segno cambiato.[:]
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Wilhem E. Weber
Il flusso magnetico attraverso un qualsiasi superficie, chiusa o no, è:
![]()
il concetto di flusso magnetico attraverso una superficie arbitraria è di grande importanza, specialmente quando la superficie non è chiusa.
Il flusso magnetico, che il campo induzione magnetico per un’area è espressa in
(Tesla metro al quadrato) e viene chiamato weber (wb) in onore del fisico tedesco Wilhem E. Weber (1804-1891).
Poiché non esistono masse o poli magnetici, le linee di forza del campo induzione magnetica sono chiuse, come si dimostra sperimentalmente.
il flusso del campo magnetico attraverso una superficie chiusa è sempre nullo
Cioè il flusso entrante attraverso una superficie chiusa è uguale al flusso uscente. in forma analitica si ha:
![]()
Il risultato costituisce la legge di Gauss per il campo induzione magnetica.
In forma differenziale, con gli stessi passaggi usati per il campo elettrico (prima equazione di Maxwell) la sua forma differenziale diventa:
![]()
in forma differenziale diventa:
![]()
Ossia la divergenza del campo indizione magnetica è nulla.
Essa prende il nome di II equazione di Maxwell.[:]
[:it]

Giacomo Balla
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