GPOI - Sicurezza e rischi in azienda - I concetti della sicurezza

igor kandinsky

Definizioni di Pericolo, Danno, Rischio

L’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2008 definisce il pericolo come “una proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni”.

Per esempio, un pericolo può essere la presenza di una macchina utensile, di un contenitore con una sostanza chimica, di un bancale di materiale da spostare ecc.

L’unico principio giuridico riconosciuto è quello secondo cui un danno deve essere risarcito.

Per esempio: un danno per la presenza di una macchina utensile può essere quello dello schiacciamento di un dito, un danno per la presenza di un contenitore con una sostanza chimica può essere che questo si rompa e il liquido fuoriesca, un danno per la presenza di un bancale di materiale da spostare può essere che qualcosa del carico cada a terra.

E infine possiamo indicare cosa si intende per rischio.

La norma OHSAS 18001:2007 al punto 3.21 riporta la definizione di rischio come “Combinazione tra la probabilità di accadimento di un evento pericoloso o di un’esposizione e la gravità degli infortuni o malattie che possono essere causate dall’evento o dall’esposizione”.

Se un apprendista usa un attrezzo manuale come un taglierino per tagliare una corda, sicuramente il suo responsabile lo avvertirà di stare attento a come lo usa per non tagliarsi. Quindi:

• Pericolo: è rappresentato dal taglierino il cui uso può produrre un danno.

• Danno: è dato dalla possibilità di procurarsi un taglio; possibilità che, in questo caso, è lieve, nel senso che basta un cerotto per medicarsi.

• Rischio: è dato dal prodotto della probabilità di tagliarsi (statisticamente abbastanza elevata) per l’entità del danno (lieve).

• Classe di rischio: anche se la probabilità dell’evento è elevata, il rischio è basso.

La valutazione dei rischi

L’analisi dei rischi ha lo scopo di determinare, attraverso una metodologia basata su criteri definiti, quanto una situazione di pericolo può indurre un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Inoltre consente di determinare se i rischi valutati sono accettabili, o al contrario sia opportuno assumere misure preventive e/o protettive per i lavoratori.

Ogni rischio è quindi valutato sulla base dei criteri di:

• gravità (G) degli effetti che il rischio può avere sulla salute e sulla sicurezza;

• probabilità (P) che il lavoratore sia esposto al rischio.

Per ciascuno dei criteri sopra indicati sono definite tabelle di riferimento che permettono di assegnare un punteggio corrispondente alla situazione di rischio valutata. A fronte di ogni elemento o situazione pericolosa indicata nella “Tabella di valutazione dei rischi”, si assegna un punteggio di G e P e si riporta tali fattori nelle corrispondenti colonne. Il livello di rischio totale si ottiene dal prodotto di questi fattori, denominato IPR (Indice di Priorità del Rischio).

Le misurazioni NON vengono effettuate quando:
• il rischio non è ragionevolmente presente;

• il rischio è stato già valutato per situazioni operative analoghe;

• i dati delle misurazioni sono forniti dal committente.

I risultati del processo di valutazione dei rischi viene documentato per mezzo di un documento denominato “Relazione sulla valutazione dei rischi”. La Relazione sulla valutazione dei rischi contiene almeno i seguenti elementi:
• l’identificazione del luogo dove sono svolte le attività, la descrizione delle attività oggetto della valutazione;

• l’organigramma della sicurezza;

• la descrizione delle condizioni di lavoro (macchine, attrezzature, prodotti chimici, ecc.);

• l’elenco delle mansioni che presentano rischi particolari;

• l’elenco dei rischi e delle corrispondenti misure di prevenzione e protezione;

• la metodologia applicata per la valutazione;

• la copia delle schede di sicurezza dei prodotti chimici;

• l’estratto delle informazioni tecniche per le attrezzature di lavoro;

• i riferimenti ai piani di formazione dei lavoratori;

• il piano di controllo della sicurezza;

• la modalità e la responsabilità di attuazione delle misure di sicurezza;

• le indicazioni per il miglioramento della sicurezza.

La prevenzione e la protezione

La prevenzione come “Il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno”.

La protezione: le misure finalizzate a raggiungere la riduzione del rischio che sono implementate dai progettisti di tutte le attrezzature di lavoro e anche dai loro utilizzatori.

Sono esempi di prevenzione:

• le istruzioni e le procedure che le aziende realizzano e applicano per la salute e la sicurezza dei lavoratori;

• i manuali d’uso e manutenzione che i costruttori di attrezzature e macchine predispongono;

• le schede di sicurezza dei prodotti chimici predisposte dalle aziende chimiche, come pure l’etichettatura dei contenitori degli stessi;

• i piani predisposti per gestire tutte le situazioni di emergenza; • la segnaletica e la cartellonistica che viene esposta nelle aziende

La protezione può essere descritta con due aspetti:
• il primo riguarda la protezioni che i costruttori e gli installatori predispongono sulle attrezzature o sulle macchine per ridurre potenziali rischi come schiacciamento, taglio, cesoia mento, intrappolamento, lacerazione e abrasione;

• il secondo riguarda tutti i dispositivi di protezione individuali che possono venire indossati dal singolo lavoratore per potersi proteggere dai singoli rischi.

Info su Francesco Bragadin

Insegno informatica e telecomunicazioni al liceo scienze applicate ed all'indirizzo informatica e telecomunicazioni. Ho terminato gli studi in ingegneria elettronica e telecomunicazioni lavorando per molti anni come libero professionista nell'ambito della gestione storage e disaster recovery su mainframe.
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2 risposte a GPOI - Sicurezza e rischi in azienda - I concetti della sicurezza

  1. Giovanni Pani scrive:

    Salve prof,
    leggendo l'articolo non sono riuscito a capire bene qual è la differenza effettiva tra prevenzione e protezione, cercando online ho trovato queste due definizioni:
    Prevenzione
    agisce riducendo la probabilità di accadimento
    Protezione
    agisce diminuendo la gravità del danno

    Sono corrette?

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