Strutture organizzative di un progetto

Claude Monet

Ogni struttura organizzativa ha dei pregi e dei difetti ed essi si classificano secondo:

  • efficienza: abbattimento costi e tempi
  • efficacia: aumento qualità del prodotto

Struttura Funzionale

Suddivisione delle attività in settori funzionali ossia vi è l'amministrazione, poi il responsabile rapporti esterni, l'ufficio legale, l'ufficio ricerca e sviluppo e poi all'interno degli stessi si può ancora creare ulteriore ramificazioni.

Efficienza molto alta perché i tempi e i costi sono ridotti veramente al minimo
Efficacia bassa perché è una struttura molto rigida e richiede sempre il passaggio da un ufficio ad un altro con nessuna interfacciamento tra nodi non collegati tra loro; difficile differenziazione dei prodotti offerti

Struttura funzionale

Struttura funzionale modificata

Si creano delle figura aziendali che fanno da mediatori dei vari reparti aziendali ossia li mette in contatto è come se un ramo di un albero avesse comunque un canale per poter parlare con gli altri rami senza passare per il root. E' in pratica come aprire una directory della struttura di memoria e poter comunicare anche con le altre senza passare per quelle padri.

In pratica di sono create delle figure trasversali che mettono in comunicazione i vari rami.

Project Manger--> gestore di progetto

Product Manager--> gestore di prodotto

Brand Manager--> gestore di Marchio

Client Manager --> gestore della clientela

Corregge il limite della struttura precedente ma rimane la poca flessibilità della struttura e la poca soddisfazione delle persone a lavorare in strutture così rigide.

Struttura funzionale modificata

Struttura Divisionale

Si suddividono le funzioni in divisioni in maniera tale che all'interno di una divisione vi può comparire più volte una persona.

L’articolazione in divisioni può essere effettuata per aree geografiche, per prodotti o servizi offerti, per target di mercato e per canali di distribuzione.
Generalmente, una divisione incorpora diverse funzioni sulla base della similarità dei prodotti di queste ultime.

Struttura divisionale

Struttura a Matrice

Aggiungendo al modello funzionale modificato la condivisione delle responsabilità sui risultati tra i responsabili funzionali e i ruoli integratori.

La matrice è detta debole in caso di attribuzione ai responsabili funzionali, forte in caso di attribuzione ai ruoli integratori.

La struttura a matrice è pertanto indicata per prodotti caratterizzati da una domanda fortemente elastica e dal ciclo di vita di breve durata.

Struttura a matrice

Informazioni su Francesco Bragadin

Insegno informatica e telecomunicazioni al liceo scienze applicate ed all'indirizzo informatica e telecomunicazioni. Ho terminato gli studi in ingegneria elettronica e telecomunicazioni lavorando per molti anni come libero professionista nell'ambito della gestione storage e disaster recovery su mainframe.
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