Cenni storici sul Project Mangement

Claude Monet

Le grandi opere del passato partendo dagli acquedotti romani, per arrivare alle più importati strade che hanno collegato le grandi città dell'Europa, hanno avuto un unico filo conduttore:

  • tempi certi e brevi
  • realizzabilità dell'opera

Anche se non esplicitato e declinato con gli strumenti attuali si sono realizzati dei Project Management studiati nei minimi particolari e con conti precisi sui costi, sulla responsabilizzazione delle persone coinvolte.

Al crescere della complessità si è però reso necessario uno strumento che potesse essere anche affrontato in maniera computazionale.

Due persone hanno realmente dato al svolta:

Ing. Henry Gantt e l'Ing. Frederick Taylor, il primo ha introdotto il grafico che ha preso il suo nome che evidenzia dal punto di vista grafico il perfetto avanzamento dei lavori:

Taylor invece razionalizzo il lavoro all'interno di un'azienda creando figure responsabili di parti specifiche dello stabilimento a seconda delle mansioni ricoperte.

Tutto questo compare nei primi anni del 900 quando si è sviluppata la rivoluzione industriale.

E' stata introdotta per la prima volta quindi il concetto di Work Breakdown Structure (WBS) ossia la struttura dettagliata del lavoro.

Negli anni successivi, anni 50, si è maggiormente sviluppato il diagramma di Gannt per arrivare a diagrammi più dettagliati e che permettono una previsione migliore ma soprattutto come poter agire in maniera ottimale nel caso in cui qualcosa non dovesse funzionare a dovere.

Si parla allora di PERT (Program Evaluation and Review Technique) e di CPM (Critical Path Method) entrambi strumenti del Project Management.

Nel PERT ogni ramo rappresenta una stima dei tempi di sviluppo del progetto:

E' importante evidenziare come il PERT ha un approccio statistico ossia si studia la probabilità che un evento accada.

Nel caso del CPM invece si studiano esattamente i cammini critici e può essere visto più come uno studio deterministico del processo. Esso permette quindi attraverso la logica dei grafi lo studio dei cammini minimi. In pratica è come se facesse da router nell'ambito dei processi produttivi.

 

Informazioni su Francesco Bragadin

Insegno informatica e telecomunicazioni al liceo scienze applicate ed all'indirizzo informatica e telecomunicazioni. Ho terminato gli studi in ingegneria elettronica e telecomunicazioni lavorando per molti anni come libero professionista nell'ambito della gestione storage e disaster recovery su mainframe.
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